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Varg Vikernes

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LUKAS the Count Grishnackh

True Norwegian Black Metal - Norsk Arysk Blak Metal
January 10

Giuseppe Parini - Alla Musa


Te il mercadante, che con ciglio asciutto
Fugge i figli e la moglie ovunque il chiama
Dura avarizia, nel remoto flutto,
Musa, non ama.

Nè quei, cui l'alma ambizïosa rode
Fulgida cura; onde salir più agogna;
E la molto fra il dì temuta frode
Torbido sogna.

Nè giovane, che pari a tauro irrompa
Ove a la cieca più Venere piace:
Nè donna, che d'amanti osi gran pompa
Spiegar procace.

Sai tu, vergine dea, chi la parola
Modulata da te gusta od imita;
Onde ingenuo piacer sgorga, e consola
L'umana vita?

Colui, cui diede il ciel placido senso
E puri affetti e semplice costume;
Che di sè pago e dell'avito censo
Più non presume.

Che spesso al faticoso ozio de' grandi
E all'urbano clamor s'invola, e vive
Ove spande natura influssi blandi
O in colli o in rive.

E in stuol d'amici numerato e casto,
Tra parco e delicato al desco asside;
E la splendida turba e il vano fasto
Lieto deride.

Che a i buoni, ovunque sia, dona favore;
E cerca il vero; e il bello ama innocente;
E passa l'età sua tranquilla, il core
Sano e la mente.

Dunque perchè quella sì grata un giorno
Del Giovin, cui diè nome il dio di Delo,
Cetra si tace; e le fa lenta intorno
Polvere velo?

Ben mi sovvien quando, modesto il ciglio,
Ei già scendendo a me giudice fea
Me de' suoi carmi: e a me chiedea consiglio:
E lode avea.

Ma or non più. Chi sa? Simile a rosa
Tutta fresca e vermiglia al sol, che nasce,
Tutto forse di lui l'eletta Sposa
L'animo pasce.

E di bellezza, di virtù, di raro
Amor, di grazie, di pudor natìo
L'occupa sì, ch'ei cede ogni già caro
Studio all'oblìo.

Musa, mentr'ella il vago crine annoda
A lei t'appressa; e con vezzoso dito
A lei premi l'orecchio; e dille: e t'oda.
Anco il marito.

Giovinetta crudel, perchè mi togli
Tutto il mio d'Adda, e di mie cure il pregio,
E la speme concetta, e i dolci orgogli
D'alunno egregio?

Costui di me, de' genj miei si accese
Pria che di te. Codeste forme infanti
Erano ancor, quando vaghezza il prese
De' nostri canti.

Ei t'era ignoto ancor quando a me piacque.
Io di mia man per l'ombra, e per la lieve
Aura de' lauri l'avviai ver l'acque,
Che al par di neve

Bianche le spume, scaturir dall'alto
Fece Aganippe il bel destrier, che ha l'ale:
Onde chi beve io tra i celesti esalto
E fo immortale.

Io con le nostre il volsi arti divine
Al decente, al gentile, al raro, al bello:
Fin che tu stessa gli apparisti al fine
Caro modello.

E, se nobil per lui fiamma fu desta
Nel tuo petto non conscio: e s'ei nodrìa
Nobil fiamma per te, sol opra è questa
Del cielo e mia.

Ecco già l'ale il nono mese or scioglie
Da che sua fosti, e già, deh ti sia salvo,
Te chiaramente in fra le madri accoglie
Il giovin alvo.

Lascia che a me solo un momento ei torni;
E novo entro al tuo cor sorgere affetto,
E novo sentirai da i versi adorni
Piover diletto.

Però ch'io stessa, il gomito posando
Di tua seggiola al dorso, a lui col suono
De la soave andrò tibia spirando
Facile tono.

Onde rapito, ei canterà che sposo
Già felice il rendesti, e amante amato;
E tosto il renderai dal grembo ascoso
Padre beato.

Scenderà in tanto dall'eterea mole
Giuno, che i preghi de le incinte ascolta.
E vergin io de la Memoria prole
Nel velo avvolta

Uscirò co' bei carmi; e andrò gentile
Dono a farne al Parini, Italo cigno,
Che a i buoni amico, alto disdegna il vile
Volgo maligno.
November 11

William Shakespeare

William Shakespeare
"Se proprio devi odiarmi"
 
 
Se proprio devi odiarmi
fallo ora,
ora che il mondo è intento
a contrastare ciò che faccio,
unisciti all'ostilità della fortuna,
piegami
non essere l'ultimo colpo
che arriva all'improvviso
Ah quando il mio cuore
avrà superato questa tristezza.
Non essere la retroguardia di un dolore ormai vinto
non far seguire ad una notte ventosa
un piovoso mattino
non far indugiare un rigetto già deciso.
Se vuoi lasciarmi
non lasciarmi per ultimo
quando altri dolori meschini
avran fatto il loro danno
ma vieni per primo
così che io assaggi fin dall'inizio
il peggio della forza del destino
e le altri dolenti note
che ora sembrano dolenti
smetteranno di esserlo
di fronte la tua perdita.
September 15

NON DVCOR, DVCO

Spite Extreme Wing

NON DVCOR, DVCO

Marcio da solo
Perchè d'altro uomo passi
Non seguo,
Ma guardo lontano:
Oltre il muro che
È il falso limite del vero.
Attraggo corpi le cui menti
Son sole nel liberalismo mero.
Come me: individui assoluti
Che gridano: "Vincere!"
Uniamoci! Sognatori
Dal superbo spirito altero.
Avanziamo! Noi:
Orgogli uniti dal filo spinato!

Legione dove ogniun
Di sè è il più fiero!
"NON DVCOR, DVCO!"
Griderà il condottiero,
Che non è uno e non è più solo!

Ora, uniti, l'ordine diventa:
"Avanti si vada!"
Spiriti arditi coesi dal miracolo
D'un sogno leso.
Capitano è
Chi agisce insieme col pensiero.
Combattere! Il vento s'è alzato,
Lo scontro è iniziato!

Legione dove ogniun
Tien alto il ferro!
"NON DVCOR, DVCO!"
Grideran i condottieri:
"Eia, carne del Carnaro, Alalà!"

Sfondate
I limiti del debole nell'osare!
Celebrata è la cerimonia
Solenne della "Santa Entrata".
"Hic manebimus optime", il motto
Fa paura a chi è stato fermo.
Né più fedele sarà l'uomo forte
Prima incatenato.

Legion dove ogniun
Insorge e risorge.
"NON DVCOR, DVCO!"
Grideran i condottieri:
"Morir ma non rinunziare!"

"Tutto fu ambito
E tutto fu tentato.
Ah perchè non è infinito
Come il desiderio, il potere
Umano?"

Così è finito
Il sogno fiumano.
"NON DVCOR, DVCO!"
Gridiamo ancora Noi,
Per ricordare e per agire!
July 15

BERTOLT BRECHT

BERTOLT BRECHT
Fragen eines lesenden Arbeiters (1935)

"Wer baute das siebentorige Theben?
In den Buechern stehen die Namen von Koenigen.
Haben die Koenige die Felsbrocken herbeigeschleppt?
Und das mehrmals zerstoerte Babylon -
Wer baute es so viele Male auf? In welchen Haeusern
des goldstrahlenden Lima wohnten die Bauleute?
Wohin gingen an dem Abend, wo die Chinesische Mauer fertig war
die Maurer? Das grosse Rom
ist voll von Triumphboegen. Wer errichtete sie? UEber wen
triumphierten die Caesaren? Hatte das vielbesungene Byzanz
nur Palaeste fuer seine Bewohner? Selbst in dem sagenhaften Atlantis
bruellten in der Nacht, wo das Meer es verschlang
die Ersaufenden nach ihren Sklaven.

Der junge Alexander eroberte Indien.
Er allein?
Caesar schlug die Gallier.
Hatte er nicht wenigstens einen Koch, bei sich?
Philipp von Spanien weinte, als seine Flotte
untergegangen war. Weinte sonst niemand?
Friedrich der Zweite siegte im Siebenjaehrigen Krieg. Wer
siegte ausser ihm?

Jede Seite ein Sieg.
Wer kochte den Siegesschmaus?
Alle zehn Jahre ein grosser Mann.
Wer bezahlte die Spesen?

So viele Berichte.
So viele Fragen".
 
Domande di un operaio che legge (1935)

Chi costrui' Tebe dalle sette porte?
Nei libri ci sono i nomi dei re.
Sono stati i re a trascinarli i blocchi di pietra?
E Babilonia piu' volte distrutta
Chi la ricostrui' tutte le volte? In quali case
della Lima scintillante d'oro abitavano i costruttori?
Dove andarono la sera che fu finita la Grande Muraglia
i muratori? La grande Roma
e' piena di archi di trionfo. Chi li innalzo'? Su chi
trionfarono i Cesari? La tanto celebrata Bisanzio
aveva solo palazzi per i suoi abitanti? Persino nella favolosa Atlantide
la notte che il mare la inghiotti', mentre affogavano
urlavano aiuto ai loro schiavi.

Il giovane Alessandro conquisto' l'India.
Lui solo?
Cesare batte' i Galli.
Non aveva neanche un cuoco, con se'?
Filippo di Spagna pianse quando la sua flotta
affondo'. Ma non pianse nessun altro?
Federico Secondo vinse nella guerra dei Sette anni. Chi
vinse oltre a lui?

Ogni pagina una vittoria.
Chi cucino' il banchetto della vittoria?
Ogni dieci anni un grande uomo.
Chi pago' le spese?

Quanti resoconti.
Quante domande.
July 06

Se potessi...

Se Potessi radiare il tuo ricordo
lo scioglierei come neve al sole;
se potessi cancellare il tuo volto
lo allontanerei con la forza di un uragano,
ma sei sempre nei miei pensieri
come pioggia incessante che batte sui vetri.
Il tuo volto sbiadito si riflette,
le tue mani mi attraversano,
la luce dei tuoi occhi mi ammalia.
Risuonano incessanti le tue parole,
il tuo calore mi ritempra l'anima.
Nè tempeste,nè bufere,nè tormente cancelleranno mai le tue impronte
troppo insite nel mio cuore.
Il ricordo di te giocherà per sempre nei miei pensieri
liberi come gabbiani alti nel cielo,
come lacrime che solcano il mio volto,
come polline leggiadro nel vento.
Il sole e la luna,
il giorno e la notte
scorrono implacabili.
E' rimasto di te solo un dolce ricordo che rivivrò in ogni istante della mia vita!!!

February 06

IDROMELE

L'idromele è forse il fermentato più antico del mondo e nell'antichità era noto come "la bevanda degli dei". La ricetta base richiede semplicemente miele,acqua e lievito, ma vi sono innumerevoli varianti, ciascuna con il proprio nome: braggot (miele e malto) melomel (miele e frutta), metheglin (miele e spezie). L'idromele era la bevanda preferita del Dio Odino.
 
In data odierna, per propiziarci gli Dei, ne abbiam fatti 5 litri...Odino sarà fiero di Noi!!! Senza scordare Thor, Nijord, Freya e tutti gli altri (Loki compreso). Su, brindiamo a Loro coi corni colmi della celestiale bevanda!!
January 07

Poesia di Baudelaire

LITANIE A SATANA di Chales Baudelaire

 

O tu, di tutti gli Angeli il più bello e il più sapiente,

Dio privato di lodi, tradito dal destino,

  Satana, pietà della mia lunga miseria!

principe dell'esilio, cui è stato fatto torto,

e che ogni volta, vinto, ti rialzi più forte,

  Satana, pietà della mia lunga miseria!

tu che sai tutto, gran re delle cose sotterranee

guaritor familiare delle angosce umane,

  Satana, pietà della mia lunga miseria!

tu che ai lebbrosi, i paria maledetti il sapore

del Paradiso insegni per mezzo dell'amore,

  Satana, pietà della mia lunga miseria!

o tu che dalla Morte, tua vecchia e forte amante,

generasti la Speranza -  pazza affascinante!

  Satana, pietà della mia lunga miseria!

tu che doni al proscritto lo sguardo calmo e altero

che ai piedi d'un patibolo condanna un popolo intero,

  Satana, pietà della mia lunga miseria!

tu che sai in quali anfratti di terre ingegnerose

il Dio geloso ha nascosto le pietre preziose,

  Satana, pietà della mia lunga miseria!

tu il cui occhio lucido conosce i fondi arsenali

dove dorme sepolta la stirpe dei metalli,

  Satana, pietà della mia lunga miseria!

tu la cui larga mano i precipizi nasconde

al sonnambulo errante lungo le alte gronde;

  Satana, pietà della mia lunga miseria!

tu che, magicamente, agli ubriachi nottambuli 

travolti dai cavalli le vecchie ossa fai duttili, 

  Satana, pietà della mia lunga miseria!

tu che per consolare l'uomo inerme che soffre,

ci insegnasti a mischiar il salnitro e lo zolfo,

  Satana, pietà della mia lunga miseria!

Tu che poni il tuo marchio, complice sottile,

sulla fronte di Creso, disumano e vile,

  Satana, pietà della mia lunga miseria!

tu che alle fanciulle metti negli occhi e nel cuore

il gusto delle piaghe e degli stracci il fervore,

  Satana, pietà della mia lunga miseria!

bastone degli esiliati, lampada degli inventori,

confessore degli impiccati e dei cospiratori,

  Satana, pietà della mia lunga miseria!

padre adottivo di quelli che nella sua funesta

collera cacciò Dio Padre dal paradiso terreste,

  Satana, pietà della mia lunga miseria!

 

PREGHIERA 

 

Gloria e lode a te, nel più alto dei cieli,

Satana, dove regnasti, e nel più profondi Inferno

dove te ne stai vinto, sognando in silenzio!

Fa' che la mia anima un giorno si riposi

presso di te, sotto l'Albero della Scienza,

nell'ora che i suoi rami s'allargheranno frondosi

sopra la tua fronte, come un Tempio novello!

 
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